7 gennaio 2012

ACQUA E FUOCO, UN BATTESIMO PER LA VITA! 08.01.2012

UNA SEMPLICE, FORSE CONFUSA, RIFLESSIONE NELLA DOMENICA IN CUI RICORDIAMO IL BATTESIMO DI GESU'.

Dal Vangelo secondo Marco  (1,7-11)
In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
PER UN BATTESIMO DI “FUOCO”
A scuola ho sempre avuto una pessima amicizia con la chimica. Ricordo che il terzo anno, dopo essere stato rimandato a settembre negli anni precedenti, il professore preso dalla disperazione, mi invitò ad uscire per una interrogazione e porre definitivamente fine al mio rapporto con la sua materia. Ricordo che mi chiese la formula dello zucchero e dell’acqua, mi diede un sei (politico?) e così si chiuse la mia relazione con la chimica.
H2O = acqua! Una particella d’idrogeno e due di ossigeno – almeno credo sia così – danno vita all’acqua.
Seppi più tardi, che il nostro corpo è composto da una percentuale altissima di acqua fin quasi al 75/80 %.
Tutti sappiamo che il destino dell’umanità è legato all’acqua. Dove non c’è acqua non c’è vita!
Sappiamo pure che la fantasia di Dio è sempre sorprendente e ci precede.
Per il suo “ingresso ufficiale” nella comune storia degli uomini, non ha scelto segni potenti o eclatanti, ma la semplicità dell’acqua!
Il Bambino-Dio che abbiamo accolto e contemplato in questo periodo, in età adulta prendendo gradualmente consapevolezza del suo essere e della sua missione, umilmente si mette in fila come tutti i mortali - fuori dalla città - dove scorre il fiume Giordano.
Lì, incontra il suo parente Giovanni Battista, uomo bizzarro agli occhi di molti, che annuncia l’arrivo del Messia e invita alla conversione che passa anche attraverso il segno di un battesimo con l’acqua.
Il Battista diceva a tutti i penitenti in fila, di predisporre il cuore per accogliere nel dovuto dei modi “Colui che deve venire”.
È un invito chiaro ad alimentare il desiderio dell’incontro.
Quant’è bella l’esperienza del desiderio, dell’attesa di un incontro. Quant’è bello il “Sabato del villaggio” di Leopardiana memoria:
 “La donzelletta vien dalla campagna / in sul calar del sole [...] Questo di sette è il più gradito giorno, / pien di speme e di gioia: / diman tristezza e noia / recheran l’ore, ed al travaglio usato / ciascuno in suo pensier farà ritorno”.
Ormai, un po’ tutti adusi ad avere tutto e subito, rischiamo di non godere più del piacere dell’attesa di un incontro. Così anche quello con “Colui che deve venire” rischia di non trovarci pronti e desiderosi di lasciarci abbracciare.
Il Battista rimane semplicemente sorpreso nel trovarselo davanti. Neanche lui si aspettava una così semplice entrata in scena del Messia.
Trovandosi di fronte a Gesù non può che arrendersi all’idea che il Battesimo d’acqua lo vuole ricevere anche lui.
Anche Gesù si fa battezzare con l’acqua!
Come dire a tutti che Dio diventa “in tutto simile a noi, eccetto il peccato”. È il nostro Dio che diventa pienamente umano e inizia così, in Gesù, la sua missione terrena!
Anche noi riempiti d’acqua nel corpo, siamo stati rivestiti da Dio, nel battesimo d’acqua che abbiamo ricevuto da piccoli.
Ma, oltre all’acqua, siamo stati unti anche con l’olio del Crisma che dice la potenza stessa di Gesù che viene inserita nel nostro essere.
“Verrà uno che vi battezzerà in Spirito Santo”, dice il Battista!
“Siamo stati battezzati in Spirito Santo”, possiamo dire noi!
Senza acqua non si vive! Senza l’acqua viva, che è il Cristo, il Figlio di Dio, la nostra vita corre a scartamento ridotto!
Gesù nella sua vita non ha mai battezzato nessuno con l’acqua. Il dono suo è ben più grande: il suo stesso Spirito!
Quanto poco viva è in noi questa consapevolezza. Sapere che abbiamo le stesse possibilità avute da  Gesù, per affrontare la fatica del vivere. Siamo sostenuti, sorretti e alimentati da una misteriosa forza che cerca di farsi largo in noi per permetterci di assaporare il piacere di sentirci non solo figli, ma anche fratelli Suoi. Dentro di noi non scorre solo il sangue tra le vene, ma anche la potenza inesplicabile di uno Spirito che ci permette di essere come Lui.
Il desiderio di incontrarLo, di lasciarci “battezzare” con il fuoco dell’amore e poter così essere come Lui, sono gli ingredienti fruttuosi per una vita … primaverile!
Dentro le pieghe di una storia che ci distoglie dall’essenziale delle cose, il poter riscoprire le alte vette a cui siamo chiamati, non può che rasserenarci e farci vivere – malgrado tutto e tutti – con il sorriso nel cuore.
Ora so che quando berrò un bicchiere d’acqua, posso ricordarmi che non solo sono “acqua” ma sono anche “fuoco dello Spirito divino”.
Grazie alla buon’anima del mio vecchio, paziente e saggio professore di chimica per quell’interrogazione indimenticabile!
Grazie al mio vecchio parroco, passato a miglior vita in un ormai lontano 4 dicembre, per l’acqua versata e l’olio unto, che mi hanno fatto diventare cristiano!
Dio, guardandoci, possa esclamare con orgoglio: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”.

1 commento:

  1. Mi piace pensare a Gesù come il primo Cireneo della storia. Lui, il figlio, che si addosssa una croce non sua, che sceglie un'umanità che non faceva parte del suo essere, che acconsente alla drammaticità di farsi uomo. Simone di Cirene è colui che porta una croce non sua, ma lo fa come se lo fosse...

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