SE "L'EPIFANIA TUTTE LE FESTE PORTA VIA", IL NUOVO ANNO PORTI CON SE' IL PIACERE DEI MISTERI VISSUTI IN QUESTI GIORNI SANTI.
I MAGI ?
SONO GIA’ ARRIVATI
SONO GIA’ ARRIVATI
Per la
tradizione erano in tre: Baldassare, Melchiorre e Gaspare.
Sempre in tre sono loro, Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù.
Sempre in tre sono loro, Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù.
In tre saranno
un giorno anche sul Monte Tabor: Pietro, Giacomo e Giovanni.
Ma, il top dei top, è che in tre è anche lui, Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo.
Ma, il top dei top, è che in tre è anche lui, Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo.
Il “tre” entra
nella storia come un numero che biblicamente ha un significato importante.
Portano dei
doni, quei misteriosi personaggi arrivati da lontano: oro, incenso e mirra.
Arrivano in
quella “nursery” improvvisata nelle colline a sud di Gerusalemme e incrociano
finalmente il loro sguardo con quello di Dio.
Dio non è un
potente extraterritoriale, una sorta d’inafferrabile ideatore e gestore delle
sorti dell’umanità. L’eccelso, il sublime, il magnifico. Il totalmente altro,
ammiratore egocentrico autoreferenziale che gode del suo creare. No, Dio non è
colui che sta “oltre”…
Dio si presenta
ai “nostri eroi” nella potente debolezza di un semplice bambino, nella povertà
di un riparo. Lo trovano così: un bambino accudito da mamma e papà, ancora increduli,
ma altrettanto orgogliosi della loro creatura.
Entrano,
sospirano e … s’inchinano!
È il gesto
dell’adulto quando s’inchina di fronte a un bambino, per accarezzarlo, farlo sorridere,
prenderlo in braccio … Ma qui, riconoscono ben più di un semplice bambino!
Penso che Maria
abbia non solo esibito il suo figlio, ma l’abbia porto loro perché lo
prendessero in braccio, lo potessero accarezzare, far sorridere.
Eccoli là i tre
sapienti e potenti che tengono in braccio, a turno … Dio!
Che bello pensare a un Dio da sempre atteso, che ha costruito una storia di salvezza pagina su pagina, giorno dopo giorno e che ora sta lì tra le braccia di una “spaesata” giovane coppia e in quelle dei saggi del tempo, venuti da lontano.
Che bello pensare a un Dio da sempre atteso, che ha costruito una storia di salvezza pagina su pagina, giorno dopo giorno e che ora sta lì tra le braccia di una “spaesata” giovane coppia e in quelle dei saggi del tempo, venuti da lontano.
Lo guardano, lo
ammirano, gli sorridono, mentre lui magari fa scappare tra le sue gambette una
simpatica “pisciatina”. E così uno dei nostri “Grandi” si ritrova, tra le
risate dei presenti, … con le mani bagnate.
Questo è il
nostro Dio! Un neonato di nome Gesù!
I tre sapienti
Magi arrivano in quel luogo, nella sperduta Betlemme, dopo anni di ricerca, di
studi, di pensieri elaborati. Sicuramente guidati e animati dal desiderio vero
e profondo di potersi incontrare un giorno con Colui, che non disattende i
sogni degli uomini.
Guidati dalla stella che non brilla solo in cielo, ma
nella profondità del cuore e stimola l’uomo a sentirsi in continua ricerca.
Portano con loro
oro. È il dono regale e prezioso che
si fa alla persona che si ama, o per la quale si nutre profonda ammirazione e
rispetto. Lo pongono ai piedi di Colui al quale ne riconoscono la regalità.
Aprono lo
scrigno dell’incenso che a contatto
con la brace fa salire al cielo una profumata nuvola di fumo. A ricordo
dell’antico gesto sacro nel Tempio in cui si loda e invoca Dio. Riconoscono nel
bambino regale il nuovo Sacerdote, sommo ed eterno.
Velatamente,
anche con un po’ di mestizia, infine, porgono il vasetto della mirra. Ahimè un giorno servirà per
ungere il corpo morto di quel bambino, diventato adulto che, scomodo agli
uomini, sarà fatto fuori crudelmente. Una profezia che funesta la dolcezza di
quell’incontro, ma rende credibile e veritiero il momento e il perché di quella
nascita. Quel bambino regale, sommo ed eterno sacerdote, con la sua morte si
farà espiazione dei peccati dell’umanità.
I nostri tre
amici passeranno alla storia.
Sono i primi pellegrini, unitamente ai poveri pastori, verso un nuovo luogo santo. Icona di coloro che si mettono in viaggio con una meta precisa, che diventa incontro.
Incontro che rallegra, che rende ragione al senso dell’andare. Al nostro senso dell’andare!
Sono i primi pellegrini, unitamente ai poveri pastori, verso un nuovo luogo santo. Icona di coloro che si mettono in viaggio con una meta precisa, che diventa incontro.
Incontro che rallegra, che rende ragione al senso dell’andare. Al nostro senso dell’andare!
Anche oggi, sono
in molti a farsi “pellegrini” per ammirare almeno uno dei tanti presepi, che la
comunità degli uomini credenti conosce.
Anche lì, tra le scene che parlano di questa nostra amata terra, confusi tra i vari personaggi , trovano oggi un posto d’onore i Magi.
Anche lì, tra le scene che parlano di questa nostra amata terra, confusi tra i vari personaggi , trovano oggi un posto d’onore i Magi.
Ancora oggi, in
tutti i lembi di terra dove c’è un presepio, i Sapienti Magi, presentano non
solo doni per Gesù, ma anche delle domande per l’uomo in cammino. Di un tempo e
di oggi.
Quali sono i nostri
doni che portiamo ai piedi del Bambino?
Quali i nostri “averi” da condividere con i “bambini” (grandi e piccoli) che tendono la mano o … il piatto vuoto?
Quali sono i nostri “preziosi” da mettere in gioco perché anche altri possano godere?
Quali i nostri “averi” da condividere con i “bambini” (grandi e piccoli) che tendono la mano o … il piatto vuoto?
Quali sono i nostri “preziosi” da mettere in gioco perché anche altri possano godere?
Gesù nasce anche
oggi! I Magi ci ricordano che ogni uomo, di ogni colore, popolo o nazione,
viene al mondo per mostrarci il volto di Dio.
Non c’è distinzione. In ogni cuore che batte, c’è il battito del cuore di Dio.
Non c’è distinzione. In ogni cuore che batte, c’è il battito del cuore di Dio.
I magi si sono
messi in gioco, hanno osato. Poteva anche essere un viaggio a vuoto.
Si sono fidati: la mano Provvidente di Dio li ha guidati e riempiti di ogni bene.
Sono andati per vedere e per portare.
Sono tornati notevolmente arricchiti con il cuore che palpitava in modo nuovo, al ritmo di quello di Dio.
Si sono fidati: la mano Provvidente di Dio li ha guidati e riempiti di ogni bene.
Sono andati per vedere e per portare.
Sono tornati notevolmente arricchiti con il cuore che palpitava in modo nuovo, al ritmo di quello di Dio.
Il nostro cuore
batte in sintonia con quello di chi?

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