11 dicembre 2011

ANTICO EPPUR SEMPRE NUOVO...

CONDITOR ALME SIDERUM
Si tratta di un inno proprio della liturgia cristiano cattolica, recitato o cantato durante i Vespri della prima domenica di Avvento.
L'inno, di autore ignoto, risale al  VII secolo.
La revisione del Breviario romano, sancita dal papa Urbano VIII nel 1632, introdusse anche a questa preghiera significative modifiche, tanto che rimase inalterato un solo verso del testo originario, il secondo aeterna lux credentium. La versione riscritta assunse il titolo Creator alme siderum.
Emblematiche le variazioni introdotte nella terza strofa, dove venne eliminata l'immagine allegorica dello sposo che esce dal letto nuziale (sponsus de thalamo egressus), paragonata alla nascita di Gesù dal ventre purissimo della Vergine Madre (honestissima Virginis matris clausula).
Il testo originario del VII secolo è stato reintrodotto a seguito del Concilio Ecumenico Vaticano II.


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Conditor alme siderum - testo originarioTraduzione italiana

Cónditor alme síderum,
ætérna lux credéntium,
Christe, redémptor ómnium,
exáudi preces súpplicum.
Qui cóndolens intéritu
mortis períre sæculum,
salvásti mundum lánguidum,
donans reis remédium,
Vergénte mundi véspere,
uti sponsus de thálamo,
egréssus honestíssima
Vírginis matris cláusula.
Cuius forti poténtiæ
genu curvántur ómnia;
cæléstia, terréstria
nutu faténtur súbdita.
Te, Sancte, fide quæsumus,
ventúre iudex sæculi,
consérva nos in témpore
hostis a telo pérfidi.
Sit, Christe, rex piíssime,
tibi Patríque glória
cum Spíritu Paráclito,
in sempitérna sæcula. Amen.

Benigno Creatore degli astri,
eterna Luce dei credenti,
Cristo, redentore di tutti,
esaudisci le preghiere di chi ti supplica.
Tu compatendo il mondo
che andava in rovina nella morte,
salvasti l'umanità ammalata,
donando una cura ai peccatori,
Mentre scendeva la sera del mondo,
come uno sposo uscito dal letto nuziale,
(nascesti) dal castissimo
grembo della Vergine Madre.
Alla tua forte potenza
tutte le creature piegano il ginocchio;
quelle del cielo, quelle della terra
si mostrano sottomesse alla tua volontà.
Te, o Santo, con fede preghiamo,
tu, che verrai come giudice del mondo:
conservaci nel tempo
dalla lancia del perfido nemico.
O Cristo, re piissimo,
a te e al Padre sia gloria
con lo Spirito Paraclito
per i secoli eterni. Amen

2 commenti:

  1. Forse Simone di Cirene pensava al sugo quando ha scritto il titolo "Conditur.."

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  2. caro anonimo, niente di più facile, canticchiavo questo innno tornatomi alla mente, mentre ero ai fornelli ;) ... rimedio subito e il "Conditur" lo corrego in "Conditor" ... tanto ormai ho già mangiato :)

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