LO “SHOCK” DI MARIA
Un’improvvisa chiamata interruppe la tranquilla passeggiata serale. Appena letto il “messaggio” un brivido s’impadronì del suo corpo: “Ti devo parlare, vieni da me. Dio”.
Di corsa si precipitò dal “capo”, come bonariamente chiamavano Dio, nei cortili del cielo.
Di corsa si precipitò dal “capo”, come bonariamente chiamavano Dio, nei cortili del cielo.
“Ho una missione importante per te: domani alle quindici andrai a Nazareth e …”, poi non capì più nulla!
Mentre rientrava nei suoi passi, l’Arcangelo Gabriele pensava all’ordine impartito da Dio. La notte fu tormentata dal mix di pensieri ed emozioni. Si chiese ripetutamente “perché proprio io?”. Tra l’orgoglio di essere il prescelto e l’emozione di così grande missione, si consumò il tempo della notte per far posto al nuovo giorno. E che giorno!
Più tardi, una convenzione umana, avrebbe stabilito che si trattasse del 25 marzo. Giorno solenne. Giorno di gioia. Giorno gravido di semi del più grande sconvolgimento storico!
Gabriele, all’ora stabilita, raggiunge la meta e si presenta a Nazareth, villaggio di cui non aveva mai avuto conoscenza.
Lei stava lì, tranquilla, dedita ai lavori di casa più delicati, quelli che non impediscono alla mente di navigare. Maria, rapita dai pensieri, immaginava la sua vita. Pensava al suo oggi e al suo domani.
Lei stava lì, tranquilla, dedita ai lavori di casa più delicati, quelli che non impediscono alla mente di navigare. Maria, rapita dai pensieri, immaginava la sua vita. Pensava al suo oggi e al suo domani.
Oggi si direbbe di lei che era un adolescente. Al tempo, era donna da marito e lei già sapeva che il suo uomo sarebbe stato Giuseppe.
Giuseppe che nella stesura greca del vangelo di Matteo è il “téktón”, un titolo generico che veniva usato per operatori impegnati in attività economiche legate all'edilizia. Non si limitava quindi ai semplici lavori di un falegname ma esercitava piuttosto un mestiere usando materiale pesante che manteneva la durezza anche durante la lavorazione, come il legno o la pietra. Accanto alla traduzione di téktón inteso come carpentiere, alcuni hanno voluto accostare quella di scalpellino.
Lo scalpellino e il carpentiere sanno trasformare la materia. Da un tronco o da una pietra possono uscire forme angeliche piuttosto che travi di sostegno.
Pialla o scalpello che, colpo dopo colpo, trasformano l’immaginario in realtà.
Giuseppe è questo: artista e costruttore. Fantasioso e preciso. Gioioso e responsabile.
Pialla o scalpello che, colpo dopo colpo, trasformano l’immaginario in realtà.
Giuseppe è questo: artista e costruttore. Fantasioso e preciso. Gioioso e responsabile.
Maria sicuramente immaginava come sarebbe stata la sua vita accanto a quell’uomo, magari un po’ schivo, sicuramente buono, certamente timorato di Dio proprio come lei.
Un’irruzione improvvisa blocca i pensieri di Maria!
Il sangue è come gelato. Lo stomaco s’irrigidisce. Tremore e stupore prendono il sopravvento.
Come stabilito, il “messaggero di Dio” è davanti a lei. È Dio che entra nella storia.
Il sangue è come gelato. Lo stomaco s’irrigidisce. Tremore e stupore prendono il sopravvento.
Come stabilito, il “messaggero di Dio” è davanti a lei. È Dio che entra nella storia.
Lei, sbigottita eppur curiosa, sperimenta che realmente Dio parla al suo popolo.
Ieri, oggi e sempre, Dio pone degli angeli nel cammino degli uomini.
Ogni giorno ha qualcosa da dire.
Mah, ahinoi, non sempre le cose vanno bene.
Povera distrazione degli uomini, incapaci di intercettare i messaggi, troppo spesso … rinviati al mittente!
Poveri “angeli”, mortificati nel non essere riconosciuti dai molti, che se ne ritornano a casa … con le ali basse.
Ogni giorno ha qualcosa da dire.
Mah, ahinoi, non sempre le cose vanno bene.
Povera distrazione degli uomini, incapaci di intercettare i messaggi, troppo spesso … rinviati al mittente!
Poveri “angeli”, mortificati nel non essere riconosciuti dai molti, che se ne ritornano a casa … con le ali basse.
Gabriele entrò da lei. Entrò in lei, nel suo cuore, nella sua mente, nella sua vita…
“…disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
“…disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo.
Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. [...]
Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. [...]
Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».
E l'angelo partì da lei.” (Lc 1, 28b-38)
Maria rimane lì, stordita eppur cosciente, sconvolta eppur serena. Ora i suoi pensieri cambiano direzione. Ha bisogno di capire cos’è successo, avverte comunque come un albore del cuore che le svela una luce nuova.
Maria e un bambino-Dio che sta per prendere forma in lei. Il suo corpo diventa lo scrigno prezioso della presenza di Dio: il primo tabernacolo, il primo ostensorio della storia.
Maria pensa subito al suo Giuseppe: “e ora che ne sarà di noi?”.

Nessun commento:
Posta un commento