Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il talento sotterra: ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Il Talento! Quante volte abbiamo sentito commenti su questa pagina!
Nel linguaggio corrente è accettato questo termine per indicare le capacità che uno può avere. La predisposizione naturale per una cosa piuttosto che un'altra, viene definita “talento”: “che bravo mio nipote, ha proprio talento per certe cose” mi sembra sentir dire la nonna di turno…
Leggendo con calma il testo scopriamo che “talento” non è solo un dono che abbiamo ricevuto per il bene comune, come ci verrebbe subito da pensare, ma un dono prezioso del Signore. Un regalo, quindi, che Dio fa a ciascuno e che ciascuno è chiamato a far fruttare secondo le proprie capacità. Capacità che già possediamo.
Il padrone si fida dei servi, non dice come e cosa devono fare per far fruttare il talento, sarà la loro capacità operosa a farli fruttare.
Talento che, ricordiamocelo, è un grande dono!
Per avere un ordine di grandezza, un talento corrisponde a vent’anni di lavoro di un operaio, quindi fra centocinquanta e duecentomila euro!
Al primo servo viene consegnata la strabiliante cifra di 1,2 milioni di euro! Un bel gruzzolo da farci un bell’investimento!
E così accade: i primi due servi fanno fruttare il talento, raddoppiandone il valore.
E così accade: i primi due servi fanno fruttare il talento, raddoppiandone il valore.
Il terzo servo, invece, viene duramente punito, in maniera esagerata: Dio si comporta con lui come lui immagina che sia Dio.
Il fedele che si immagina Dio come un orribile mostro fa di Dio un’esperienza orribile.
Se non convertiamo il nostro cuore alla novità del vangelo, alla fiducia di un Dio che ci consegna suoi tesori, fidandosi di noi, non faremo che crescere in un’idea di lui piccina piccina e molto sconfortante.
Il fedele che si immagina Dio come un orribile mostro fa di Dio un’esperienza orribile.
Se non convertiamo il nostro cuore alla novità del vangelo, alla fiducia di un Dio che ci consegna suoi tesori, fidandosi di noi, non faremo che crescere in un’idea di lui piccina piccina e molto sconfortante.
Troppo spesso - ancora oggi - Dio assomiglia alle nostre proiezioni, al Dio giudice severo che mi controlla e mi fa tribolare.
Troppi cristiani ancora oggi, credono a un Dio che premia solo i più bravi, i più buoni e i più rispettosi delle “regole, pronto a punire gli altri! Ma non è così.
Troppi cristiani ancora oggi, credono a un Dio che premia solo i più bravi, i più buoni e i più rispettosi delle “regole, pronto a punire gli altri! Ma non è così.
Una fede fondata sulla paura non da nessun frutto.
Il padrone della parabola, replica al servo in modo energico e stizzito, avrebbe potuto almeno dare il talento ad una banca (la comunità?) che lo avrebbe fatto rendere.
Il dramma, invece, è che alcuni servi, alcuni discepoli, pur avendo ricevuto un grande tesoro, non lo fanno fruttare ed ostacolano anche chi lo farebbe fruttare.
Quant’è vero…
Il dramma, invece, è che alcuni servi, alcuni discepoli, pur avendo ricevuto un grande tesoro, non lo fanno fruttare ed ostacolano anche chi lo farebbe fruttare.
Quant’è vero…
Quante potenzialità perse. Quante persone che non si mettono in gioco, che si privano della loro realizzazione di vita, limitando anche quella degli altri.
Il problema sta proprio qui: ogni chiusura, ogni egoismo e ogni “pensare per sé, preclude anche il benessere comune. L’uomo -ogni uomo - deve ricordarsi che il proprio destino è legato a quello degli altri. Ogni scelta di vita è legatissima a quella degli altri.
L’uomo non si salva da solo, chiuso nelle proprie paure.
L’uomo si salva dall’agire comune, dalla condivisione, dall’assunzione di responsabilità.
L’uomo si salva se saprà mettere a disposizione del Signore e quindi di ogni uomo, nella vita attiva della Comunità, ogni “talento” offerto crescerà e farà crescere così armonia, prosperità e benessere.
L’uomo si salva dall’agire comune, dalla condivisione, dall’assunzione di responsabilità.
L’uomo si salva se saprà mettere a disposizione del Signore e quindi di ogni uomo, nella vita attiva della Comunità, ogni “talento” offerto crescerà e farà crescere così armonia, prosperità e benessere.
In un tempo di paure e incertezze, fidiamoci dell’unica saldezza che ci viene offerta: Colui che era, è e sarà sempre il Tutto di tutto!
ho appena letto i pensieri mi viene spontaneo sottolineare:
RispondiEliminama quanto ci costano
agire comune
condivisione
assunzione di responsabilità
e .......... la sopportazione dei "cretini da 1 talento"
che ruotano attorno in sovrabbondanza.
Un giorno potresti svegliarti al mattino ed avere la sensazione di non avere talento. Per quel giorno di consiglio di avere a portata di mano le seguenti letture:
RispondiElimina- raccolta completa de "i cavalieri dello zodiaco"
- "the sleepover club" di rose impey
- "le ricette di casa 李 (Li, il mio cognome cinese)"