15 ottobre 2011

INDIGNADOS

Oggi tutti in piazza!

Diamo sfogo alle nostre indignazioni!

Mi unisco anch'io, per dire la mia.

Sono indignato nel dover assistere all'indifferenza con la quale si lasciano crepare centinaia di migliaia di persone, che lottano per avere un pò di cibo, dell'acqua pulita, dei medicinali, istruzione, giustizia, democrazia, … Anche un solo bambino che muore per fame, dovrebbe essere un macigno che pesa sulla crappa dei potenti-opulenti, del nord del mondo.
Sono indignato per i traffici illeciti che passano indifferenti sotto lo sguardo dei mercenari dell’economia mondiale.
Sono indignato da chi specula sul divertimento dei giovani offrendo loro dubbie sostanze per garantire uno sballo più intenso … spesso a rischio della morte e comunque creando disagio sociale.
Sono indignato nel sapere che i nostri padri dopo una vita di sacrificio devo combattere per arrivare a fine mese, grazie alle loro misere pensioni.
Sono indignato dai vitalizi dorati garantiti a quanti hanno avuto il privilegio di essere, anche per brevissimi periodi, nostri rappresentati in parlamento.
Sono indignato che i nostri ragazzi di paese per giocare un torneo zonale di sport, non hanno i soldi neanche per acquistare i palloni e alcuni “eletti” vivono al di sopra di ogni immaginabile possibilità economica.
Sono indignato non solo dalla classe politica che ha organizzato la vita centrale della Polis, a costi elevatissimi e le amministrazioni locali non hanno di che far fronte alle esigenze dei cittadini.
Sono indignato che non si riesca a capire che bisogna incentivare la ricerca, investire nell’educazione, nella cultura e nel turismo … veicoli di crescita umana, scientifica, economica.
Sono indignato della mia Chiesa, a volte lontana dalla vita reale, spesso indisponibile al dialogo anche tra e con i pastori e teologi locali.
Sono indignato dalle ossessive campagne sessuofobiche e non per più gravi scandali, quelli economici in primis. Non è forse che Gesù si è scagliato più contro questi peccati che altri?
Sono indignato nel vedere affondare l’illuminato rinnovamento ecclesiale voluto dal Concilio Vaticano II° e assistere ad un’anacronistica riesumazione di un passato non armonicamente integrato all’oggi.
Sono indignato dall’informazione a cui siamo sottoposti, dove la verità non si sa mai dove sta. Giornalisti che instillano morbose curiosità sostituendosi agli organi giuridici preposti.
Sono indignato della manipolazione delle notizie a scapito della vita sociale, economica, relazionale., giocando spesso sulla vita delle persone.
Sono indignato perché un po’, con lo zampino di tutti, abbiamo tolto dall’orizzonte dei giovani la SPERANZA.

E l’elenco potrebbe continuare ….

Sono compiaciuto però dell’esercito di missionari, volontari e uomini di buona volontà che consumano la loro esistenza per arginare fame, povertà, miseria, ignoranza, ingiustizia, …
Lo sono per aver anch’io contribuito alla realizzazione di un nuovo “Altro-mercato, equo e solidale”.
Sono compiaciuto di chi si spende per portare alla luce i piccoli e grandi scandali economici che privano di ricchezza e giustizia, la collettività.
Sono compiaciuto di chi ha fondato e chi gestisce comunità, cooperative, associazioni, che cercano modelli di divertimento più sano per i giovani. Per chi combatte la terribile piaga della droga di cui ormai nessuno parla ma che ha assunto proporzioni drammatiche.
Sono compiaciuto dalla dignità dei nostri padri che continuano a soffrire in silenzio e a far fronte con sacrificio al difficile mestiere del vivere.
Sono compiaciuto dei due, tre … forse quattro (ahimè non di più) “pensionati d’oro” che hanno il coraggio di ammettere che i vitalizi sono gravi offese al popolo italiano.
Sono compiaciuto quando qualcuno mette di suo perché i ragazzi possano vivere gioiosamente varie esperienze sportive, educative, ludiche, …
Sono compiaciuto di chi propone nuovi modelli più economici per riorganizzare lo Stato.
Sono compiaciuto della mia Chiesa che non è solo verticismo, anzi! Per i molti, silenziosi, generosi, capaci sacerdoti, suore e laici che ogni giorno si spendono per tenere vivo il rapporto con Dio e per la promozione della vita dell’uomo. Di chi, realmente, vive la povertà!
Sono compiaciuto di quanti non si allineano alle zone d’ombra della vita ecclesiale, ma vivono illuminati dalla fede, luminosa, vera e pura. Quella fede che apre alla speranza e che diventa autentica carità.
Sono compiaciuto dei gruppi del vangelo che vivificano la Chiesa, dove (almeno li) c’è spazio per la ricerca, lo studio, la riflessione e lo scambio.
Sono compiaciuto di quanti non prestano, con coraggio, il fianco ai novelli farisei!
Sono compiaciuto di chi ancora spera che il Concilio torni ad essere studiato, capito e attualizzato. Il soffio dello Spirito, l’uomo credente non lo può mettere a tacere.
Sono compiaciuto di chi fa controinformazione. Di chi smonta false notizie o create e inventate con grande maestrìa, ad arte. Di chi ci parla anche di cronaca rosa. Di chi lascia che i processi si svolgano nelle aule di giustizia e non in strada. Di chi ha il coraggio di dire la verità!
Sono compiaciuto dei giovani! Tanti. Bravi. Intelligenti. Disponibili. Creativi. Di quelli che non si arrendono e, come i nostri padri un tempo, oggi hanno una forte volontà per cercare soluzioni al loro e nostro futuro.
Sono compiaciuto dell’uomo in genere, che è ancora buono. Sa offrire abbondantemente amicizia, solidarietà, condivisione.

Sono contento perché c’è chi si è accorto che un progetto reale, concreto per poter uscire dalla crisi è stato proposto duemila anni fa da un certo Gesù di Nazareth. Peccato che siano sempre cose di chiesa … uffa!!! E allora continuiamo a sbattare la testa di qua e di la, tanto prima o poi si dovrà tornare li, al Vangelo!

6 commenti:

  1. Sono INDIGNATO che davvero in pochi hanno il coraggio (o il tempo?) di indignarsi di fronte a queste cose.

    Sono COMPIACIUTO che almeno qualcuno ha il coraggio di rendere pubblica la sua indignazione, ma anche il suo compiacimento, di fronte a queste e quelle cose.

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  2. Condivido tutte le indignazioni; ne aggiungo un'altra: i grossi tagli ai "Corsi di Lingua e Cultura" rivolti agli italiani che vivono all'estero. Meno male che ci si possa compiacere
    per i valori come la solidarietà, la pace, l'amicizia e l'amore.

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  3. consiglio la lettura di questo blog di stefano filippi
    http://blog.ilgiornale.it/filippi/2011/10/15/gli-indignati-siamo-noi/

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  4. Ho scritto il primo commento a questa pubblicazione. Ritorno per aggiungere il mio rammarico dopo che ieri, mentre io scrivevo, qualcuno distruggeva.

    Cosa deve dire ogni proprietario di ognuna di quelle automobili bruciate? Che colpa ha?
    Cosa deve dire la povera signora che gli hanno bruciato l'utilitaria ed ora non potrà nemmeno più ricompranre un'altra? Che colpa aveva?
    Cosa deve dire che si è visto incendiare la casa, perchè l'avevano scambiata per la sede di un ministero, ...solo perchè era una ex caserma? Quali colpe avevano?
    Cosa devono dire i commercianti che si sono ritrovati col negozio a pezzi? Quali colpe avevano?
    Cosa dovrebbero dire tutti quei poliziotti e carabinieri che hanno rischiato di non rivedere più le loro mogli o di non farsi rivedere più dai loro figli? Quali colpe hanno?
    Cosa dobbiamo dire noi, che paghiamo le tasse, di quel milione di euro di danni che ora dovremo comunque pagare noi con altre nostre tasse? Quali colpe abbiamo?
    Qualcuno riesce a darmi una spiegazione a tutto questo?

    Se qualche Black Block sta leggendo riesce, anche anonimamente, a scrivermi un perchè di risposta ad almeno una delle mie domande?

    Simone, tu che sei tanto saggio, mi sapresti spiegare perchè certe persone (se persone si possono ancora definire) arrivano a tanto?

    Di certa gente, soprattutto, ci si deve INDIGNARE!

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  5. Ne Gli angeli dello sterminio, ultimo romanzo pubblicato poco prima di morire, nel 1992, Giovanni Testori raccontò la distruzione del Duomo di Milano come atto definitivo della cancellazione dell'uomo e della sua dignità dalla faccia della terra.
    Ma la distruzione materiale viene preceduta, nel libro, da qualcosa di peggio: la cancellazione dei nomi dalla memoria degli uomini, il non saper più dare un nome alle cose. Luoghi e personaggi in quel romanzo non hanno più un nome proprio: il solo che rimanga è, ironia della sorte, quello di una marca di motociclette.
    L'immagine della statua distrutta e calpestata ieri a Roma ci rinvia a quelle figurazioni romanzesche, dove la distruzione, prima che nell'atto materiale che la compie, consiste nel fatto che qualunque cosa vale qualunque altra cosa: un'automobile, una sigaretta, una statua di Maria, un computer.
    luca doninelli sul giornale di oggi, 17/10

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  6. Caro Anonimo, mi spiace, ma mi sa che nessuno dei teppisti delinquenti leggerà queste righe, tantomeno scriverà qualcosa. Ciò non toglie che dobbiamo lasciar liberare il nostro grido di indignazione e di rabbia al dover assistere che purtroppo il male tende sempre a farsi strada. Un grido, il nostro, che deve essere alimentato dall'impegno a dire e costruire un mondo diverso. Sarà una briciola, chissà... ma la positività e la speranza possono schiacciare ogni forma di male perchè, non sembra, ma sono più potenti!

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