Il desiderio dell’anonimo personaggio è di verificare quanto Gesù fosse rispettoso osservante della Legge. In realtà cercava di trovare il modo per incastrarlo e poter così denunciare l’eventuale eversiva predicazione di Gesù.
«Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
La legge! La Torah è una parola ebraica che significa “insegnamento” o "legge” contenuta nei primi cinque libri della Bibbia e che diventa il fondamento di tutta la tradizione e vita ebraica.
Una stupenda tradizione che impegna l’uomo ad essere costantemente legato al suo Dio.
Gesù, da una risposta del tutto inattesa e sicuramente innovativa:
«“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”.
Questo è il grande e primo comandamento.
Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.
Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti» (Mt 22, 37-40).
Sembra quasi che Gesù schiacci - in un certo senso - l’antica tradizione ebraica. In realtà la supera, la colloca ad un livello superiore che, paradossalmente, sta nella profondità: quella dell’anima. Il centro di tutto è l’uomo nella sua interezza!
Gesù sa bene che la creatura ha bisogno di molto amore per vivere bene. Anche per questo offre il suo Vangelo come la via per raggiungere la pienezza e la felicità già in questa vita terrena.
Rileggendo bene, in questo nuovo comandamento (che riassume tutto il Vangelo della vita) per ben tre volte Gesù usa il termine “tutto”: Amerai Dio con tutto, con tutto, con tutto. Per tre volte Gesù ripete che l'unica misura dell'amore è amare senza misura.
Ama Dio con tutto il cuore: totalità non significa esclusività.
Ama Dio senza mezze misure, e vedrai che resta del cuore, anzi cresce, per amare i tuoi familiari, gli amici, te stesso. Dio non è geloso, non ruba il cuore: lo moltiplica.
Ama con tutta la mente. L'amore rende intelligenti, fa capire prima, andare più a fondo e più lontano.
Ama con tutte le forze. L'amore rende forti, capaci di affrontare qualsiasi ostacolo e fatica.
Ma … da dove cominciare? Sicuramente da una delle esperienze più difficili da vivere: dal lasciarsi amare da Lui, che entra, dilata, allarga le pareti di questo piccolo vaso che sono io.
Qui esce il “progetto uomo” di Gesù. Noi siamo degli amati che diventano amanti.
Anche noi siamo come il dottore della legge, chiediamo a Gesù qual è il comandamento grande che dobbiamo vivere e Lui invece di un comandamento ne elenca due, anzi tre: amerai Dio, amerai il prossimo, amerai te stesso.
Gesù non aggiunge nulla di nuovo: i due comandamenti sono già scritti nella Bibbia. Eppure dirà che il suo è un comando nuovo.
Dove sta la novità? Sta nel fatto che le due parole fanno insieme una sola parola, l'unico comandamento. E dice: il secondo è simile al primo. “Amerai l'uomo” è simile ad “amerai Dio”.
Il prossimo è simile a Dio.
Questa è la rivoluzione di Gesù: il prossimo ha volto, voce e cuore simili a Dio.
Il volto dell'altro è da leggere come un libro sacro, la sua parola da ascoltare come parola santa, il suo grido da fare tuo come fosse parola di Dio.
Amerai il tuo prossimo come ami te stesso.
È quasi un terzo comandamento sempre dimenticato: “ama te stesso”, perché sei come un prodigio, porti l'impronta della mano di Dio.
Se non ami te stesso, non sarai capace di amare nessuno, saprai solo prendere e possedere, fuggire o violare, senza gioia né gratitudine.
Se per te desideri pace e perdono, questo tu offrirai all'altro. Se per te desideri giustizia e rispetto, tu per primo li darai.
In tutto questo si riassume la vita del cristiano, nella tridimensionalità del comandamento dell’amore che coinvolge tutta la persona: profondità, altezza, larghezza.
L’uomo lo si percepisce come presenza fisica nel mondo, grazie alle regole della tridimensionalità.
L’uomo credente lo si percepisce come presenza “di Dio” grazie al nuovo comandamento della tridimensionalità dell’amore: verso Dio, verso l’uomo, verso se stessi!
Ma ... perché amare con tutto me stesso? Perché portare il cuore fino a queste vertigini?
Perché dare e ricevere amore è ciò su cui posa la beatitudine della vita.
Perché Dio-amore è l'energia fondamentale del cosmo e amando, l’uomo partecipa di questa energia: quando ami è il Totalmente Altro che viene perché la storia sia totalmente altra da quello che è.
Dove sta la novità? Sta nel fatto che le due parole fanno insieme una sola parola, l'unico comandamento. E dice: il secondo è simile al primo. “Amerai l'uomo” è simile ad “amerai Dio”.
Il prossimo è simile a Dio.
Questa è la rivoluzione di Gesù: il prossimo ha volto, voce e cuore simili a Dio.
Il volto dell'altro è da leggere come un libro sacro, la sua parola da ascoltare come parola santa, il suo grido da fare tuo come fosse parola di Dio.
Amerai il tuo prossimo come ami te stesso.
È quasi un terzo comandamento sempre dimenticato: “ama te stesso”, perché sei come un prodigio, porti l'impronta della mano di Dio.
Se non ami te stesso, non sarai capace di amare nessuno, saprai solo prendere e possedere, fuggire o violare, senza gioia né gratitudine.
Se per te desideri pace e perdono, questo tu offrirai all'altro. Se per te desideri giustizia e rispetto, tu per primo li darai.
In tutto questo si riassume la vita del cristiano, nella tridimensionalità del comandamento dell’amore che coinvolge tutta la persona: profondità, altezza, larghezza.
L’uomo lo si percepisce come presenza fisica nel mondo, grazie alle regole della tridimensionalità.
L’uomo credente lo si percepisce come presenza “di Dio” grazie al nuovo comandamento della tridimensionalità dell’amore: verso Dio, verso l’uomo, verso se stessi!
Ma ... perché amare con tutto me stesso? Perché portare il cuore fino a queste vertigini?
Perché dare e ricevere amore è ciò su cui posa la beatitudine della vita.
Perché Dio-amore è l'energia fondamentale del cosmo e amando, l’uomo partecipa di questa energia: quando ami è il Totalmente Altro che viene perché la storia sia totalmente altra da quello che è.

Splendida!
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